Il gattino randagio si presentava spesso davanti alla porta di una casa, poi hanno capito il perché – Video
Miagolii nella notte, un incontro speciale
Il miagolio si faceva sentire ogni sera, sempre nello stesso punto. Un uomo aprì la porta e lo trovò lì: un piccolo gattino randagio davanti alla porta, gli occhi spalancati, la coda che tremava. Sembrava smarrito, sfinito. Il pelo sporco, arruffato. Era magro, troppo magro. Eppure, nei suoi occhi c’era qualcosa di più forte della paura. C’era speranza. Non scappò. Anzi, si alzò sulle zampette, come se lo aspettasse.

Il gattino randagio davanti alla porta sembrava abituato alla presenza umana. Miagolava dolcemente, strofinandosi contro, come se chiedesse di entrare. Ma c’era qualcosa di strano. Il felino continuava a voltarsi, guardando alle sue spalle. L’uomo seguì il suo sguardo e vide una sagoma nell’ombra. Immobile. Silenziosa. Era un altro gatto, più grande. Una madre.

La differenza tra i due era netta. Il piccolo si fidava, cercava contatto. La mamma, invece, restava a distanza. Non si avvicinava, ma non andava via. Osservava. Aspettava. L’uomo esitò. Quel gattino sembrava perso, ma non voleva separarlo dalla madre. Lo prese delicatamente tra le mani e lo avvicinò a lei. Ma il cucciolo non corse. Restò fermo, incerto. Poi si voltò verso di lui.
La micia fece un passo indietro. Un altro. Poi si fermò. Guardò il suo piccolo per un lungo istante. E infine, prese una decisione. Si girò e si allontanò. Con passo lento, ma deciso. Nessuna esitazione. Nessun rimpianto.
Il gattino restò. L’uomo capì. Quella madre lo aveva affidato a lui. Lo aveva portato lì apposta. Il piccolo si rannicchiò ai suoi piedi. Non miagolava più. Non si muoveva. Come se aspettasse la risposta.
L’uomo non aveva mai pensato di prendere un felino, ma non poteva ignorare quel gesto. Così lo prese con sé. Lo chiamò Grace.
Da quel giorno, la sua vita cambiò. Crebbe amata, coccolata. Il figlio dell’uomo e la gattina divennero inseparabili. Ma ogni tanto, nelle sere d’estate, il suo sguardo si perdeva ancora nell’oscurità. Come se cercasse qualcosa. Forse, in fondo, stava solo dicendo grazie.